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Feb
09
2010
Jan
25
2010
Apache: come nascondere il banner contenente la versione, il packaging, etc. [ServerTokens]Posted by Michele in softwareIspirato dalla filosofia “security by obscurity” [sicurezza tramite segretezza], ho sempre avuto l’abitudine di limitare le informazioni rivelate dai server Apache che amministro. Solitamente (= di default), Apache rivela le seguenti informazioni:
Un po’ troppe per i miei gusti… Quindi limito la quantità di informazioni che Apache rivela al mondo in questo modo [istruzioni personalizzate per Ubuntu]:
Popularity: 1% Tags: apache, security, servertokens, ubuntu
Jan
12
2010
Cheese: un’applicazione per fare fotografia con la webcam per Ubuntu [un clone di Photo Booth]Posted by Michele in linux, software
Si tratta di un programma molto semplice: una volta aperto, mostra l’immagine della webcam e vi permette di scattare una foto. Inoltre, è possibile applicare alcuni effetti “simpatici” [le foto sono degli sviluppatori di Gnome/Cheese]. Cheese è incluso nei repository di Ubuntu, quindi per installarlo è sufficiente digitare: Senza dubbio da provare! Popularity: 1% Tags: cheese, linux, ubuntu, webcamNavigando qua e là sul web in cerca di materiale audio sul mio cantante preferito [per chi non lo sapesse ancora è Ligabue] mi sono imbattuto in un sito interessante: mp3.it Subito ho ascoltato “Urlando contro il cielo“, un classico intramontabile, e devo dire che anche la qualità del suono era superiore alla media. Insomma qualche ora piacevole ascoltando buona musica e condividendo le mie passioni musicali su Facebook, grazie alla possibilità di condivisione sui maggiori social. Nota: il servizio è legale e garantisce il rispetto dei diritti d’autore. Il servizio è gestito da Register.it Popularity: 1% Tags: mp3
Dec
16
2009
Ubuntu: Apache2 con certificati self-signed e senza password all’avvioPosted by Michele in linux, softwareRecentemente mi è capitato di dover installare apache [in particolare, apache2] su una macchina Ubuntu. In particolare, mi è stato chiesto di installare la versione con ssl, ovvero che implementa il protocollo cifrato https. Apache2+ssl richiede l’utilizzo di un certificato firmato da un’autorità [es. Thawte, Verisign, etc.]. Se non vogliamo pagare una CA per ottenere un certificato firmato, possiamo generare un certificato firmato da noi stessi. Tuttavia, seguendo molte delle guide che si trovano in rete, apache viene installato con l’opzione ssl ma ogni volta che viene avviato richiede la password per l’utilizzo del certificato. Per questo riporterò qui una guida passo-passo che fa in modo che Apache2 non richieda la password per l’utilizzo del certificato: questa procedura è consigliata solamente se l’utilizzo è volto al testing o allo sviluppo. Qualsiasi altro uso è sconsigliato [richiedere una password per l’utilizzo del certificato è più che normale].
Nota: se avete problemi controllate che il vostro file 127.0.0.1 localhost localhost.localdomain {il vostro hostname}
127.0.1.1 {il vostro hostname}
{IP statico se ne avete uno} {DNS fully qualified se ne avete uno}
Popularity: 1% Tags: apache2, cert, https, linux, security, ssl, ubuntu
Dec
07
2009
Python: come ordinare un dizionario [dict] per chiave o per valorePosted by Michele in pythonIn Python, i dizionari (dict) sono una struttura dati associativa che associa una chiave ad un valore (k, v):
[code lang="python"] bart -> marge [code lang="python"] Esistono molteplici versioni di quest’ultima istruzione, ma questa ritengo che sia la più compatta e veloce. Popularity: 1% Tags: dict, python, sort
Nov
24
2009
Come impostare ssh in modo che non richieda la password di accesso (chiavi asimmetriche per il login)Posted by Michele in linux, softwareAlcuni client ssh permettono di definire “sessioni salvate” di connessioni in modo che username e password vengano salvati e non vengano richiesti ad ogni connessione verso un host. Trovo che permettere all’utente di poter salvare la password sia profondamente sbagliato dal punto di vista della security, soprattutto se l’utente ha privilegi non indifferenti sulla macchina remota [ad esempio è nei sudoers]. Detto questo, trovo anche che sia abbastanza noioso inserire la propria password ad ogni connessione. Ma non disperate: il meccanismo standard per risparmiarvi preziosi secondi esiste e ve lo spiegherò tra poco. Inoltre, il meccanismo standard è sicuro di per sé e non indebolisce la struttura di ssh perché utilizza un’autenticazione basata sulla crittografia asimmetrica. Innanzitutto: queste istruzioni sono per Linux e OSX. In futuro posterò anche le istruzioni per Windows/PuTTY. Obiettivo: loggarsi dalla macchina locale (local) alla macchina remota (remote) senza inserire la password Sulla macchina locale: generare le chiavi di autenticazione [1/2]Le chiavi di autenticazione sono composte da 2 chiavi, una pubblica e una privata. La chiave pubblica rappresenta la nostra identità nel mondo esterno. La chiave privata, invece, rappresenta la nostra chiave segreta, la nostra “password” [anche se è molto più lunga di una password]. Per generare le chiavi bisogna dare questo comando: Ora controllate che effettivamente il comando abbia creato le vostre chiavi:
Sulla macchina remota: autorizzare l’autenticazione tramite chiave pubblica [2/2]Loggatevi sulla macchina remota inserendo la vostra password [per l’ultima volta
Abbiamo finito! Ora potete semplicemente loggarvi sulla macchina remote semplicemente con Nota: se non volete digitare la password ogni volta che accedete alla vostra chiave privata, date un’occhiata a ssh-agent. Popularity: 1% Tags: crypto, linux, osx, security, ssh
Il notebook ha le seguenti caratteristiche:
Dopo alcuni giorni di test, il notebook si è comportato molto bene: la capacità computazionale è davvero eccezionale, sia per le performances della CPU che per la potenza della scheda video. Il case è in plastica ma è comunque molto resistente e con un design tutto sommato accattivante. Il peso è sicuramente inferiore rispetto ai notebook aziendali della stessa fascia. Inoltre, caratteristiche quali il disco fisso a 7200 RPM, lo schermo a LED e lo schermo opaco con una risoluzione più alta rispetto ai “notebook da supermercato”, costituiscono senza ombra di dubbio un punto di forza per questo notebook.
Un altro difetto molto vistoso è la dimensione dell’alimentatore: acquistando il prodotto online purtroppo non era presente una foto dell’alimentatore, quindi non potevo sapere a priori le dimensioni dello stesso. L’alimentatore è davvero molto ingombrante e pesante rispetto ai notebook della stessa fascia. Un altro difetto che però è parzialmente imputabile a Dell è la latenza dei drivers della scheda video con l’utilizzo di Windows Vista: misurando il ritardo della scheda audio [con dpclat], possiamo notare che in alcuni casi il driver audio ha una latenza molto alta, che si traduce in interruzioni durante il playout di video o canzoni.
Riassumendo, il notebook presenta i seguenti vantaggi:
mentre ha i seguenti svantaggi:
Popularity: 1% Tags: defects, dell, dpclat, drivers, hardware, latency, m4400, precision, review, vista
Nov
13
2009
Safari: come aprire un link in un nuovo tab anziché in una nuova finestraPosted by Michele in softwareSafari [e molti altri browser] hanno un comportamento che mi infastidisce quando tentano di aprire un link [come ad esempio questo] in una nuova finestra. Mi piace l’idea di avere una finestra unica del browser ma con molteplici tab: dopotutto i tab sono stati introdotti proprio per non avere più finestre aperte. Quindi, per forzare Safari ad aprire un nuovo link in un nuovo tab, anziché in una nuova finestra, si deve modificare il comportamento di Safari tramite il terminale [non preoccupatevi, nulla di trascendentale]. Le istruzioni per MacOSX sono le seguenti:
Ben fatto! Ora i link che si aprivano in una nuova finestra verranno aperti in un nuovo tab. Popularity: 1% Tags: apple, osx, safari, tabSono recentemente stato invitato a provare Google Wave, la nuova piattaforma di comunicazione e di collaborazione made in Google. Più in generale è un framework che integra email, istant messaging, wiki e social networking; se vi state chiedendo a cosa più servire, molto probabilmente non vi serve. Se invece avete un gruppo di persone con cui state condividendo un progetto e con cui volete rimanere sempre in contatto, organizzando ogni tipo di comunicazione in maniera compatta e facilmente accessibile, allora Google Wave è quello che fa per voi. Google conta molto nel progetto Wave: infatti, come spiegato nel keynote, Google vuole che Wave rimpiazzi presto l’uso quotidiano dell’email. Tant’è che lo slogan con cui Wave è stato lanciato è proprio “Is What Email Would Look Like If It Were Invented Today” Dopo averlo provato per qualche giorno, devo dire che è davvero un buon prodotto, facile da usare, e soprattutto semplice ma completo, come tutti i prodotti Google. Google Wave lamenta però ancora qualche problema (più che comprensibile, il prodotto è ancora su invito): infatti, per tutto un pomeriggio (PDT time) non sono riuscito ad utilizzare Wave perché il javascript non veniva renderizzato correttamente. Detto questo, offro Popularity: 2% Tags: collaborative, google, google_wave |

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