Posted by Michele in java
Ultimamente ho dovuto installare il Java Media Framework di Sun. Tralasciando che la libreria è obsoleta (ultima versione datata 2003) e (quindi) non più mantenuta, la documentazione è molto limitata (esempi banali), javadoc non completi e l’utilizzo(!) di AWT in alcune parti, ho deciso di provare ad installarla sulla mia macchina Linux.
I passi che ho seguito sono i seguenti:
- Scarico il file
jmf-2_1_1e-linux-i586.bin
dal sito di Sun
-
chmod +x jmf-2_1_1e-linux-i586.bin
-
sh ./jmf-2_1_1e-linux-i586.bin
Tutto sembra andare per il meglio quando incontro quest’errore (e dal numero di risultati che Google ritorna per questa chiave di ricerca direi che molta gente ha avuto lo stesso problema):
Do you agree to the above license terms? [yes or no]y
Permit recording from an applet? (see readme.html) [yes or no] y
Permit writing local files from an applet? (recommend no, see readme.html) [yes or no]n
Unpacking... tail: cannot open `+309' for reading: No such file or directory
Extracting... ./install.sfx.3639: line 1: ==: No such file or directory
./install.sfx.3639: line 3: syntax error neUQU599ù;···ÿrþÑÑÑ¢_Âò«KK)C{<>úú<<¿è
QQRLÙÜÌLÅ^sfx.36 88ø$èåõÕ®¢¬,àöè´iÑ*ÒÒÒV~ámn.à7w^ÝÂÆ,;M¢`ÞòA$D¨®¨¨ @ ɺÎwA'
Dopo aver capito cosa stava succedendo, ho capito anche come risolvere questo problema e poter installare la JMF sulla mia macchina; ecco le istruzioni:
- Aprite il file
jmf-2_1_1e-linux-i586.bin
con un editor di testo, ad esempio vim (vim jmf-2_1_1e-linux-i586.bin)
- digitate /tail (questo fa in modo che vim vi porti sulla prima occorrenza di “tail” che trova all’interno dello script )
- A questo punto dovreste trovare una linea del tipo:
tail +309 $0 > $outname
modificatela in:
tail -n +309 $0 > $outname
Salvate il file e chiudete vim (digitate :wq seguito da Enter) e riavviate l’installazione di JMF (sh ./jmf-2_1_1e-linux-i586.bin)
Nota: esistono framework alternativi a JMF (e probabilmente anche migliori, non mi azzardo comunque a dare una valutazione senza averli provati); ad esempio sono incuriosito da FMJ (altri framework alternativi a JMF).
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Ho sempre trovato Netbeans IDE molto più veloce e reattivo di Eclipse. Per rendere Eclipse più veloce, ho pensato di applicare le impostazioni della JVM con le quali Netbeans viene lanciato e applicarle ad Eclipse. Ho ottenuto dei risultati molto buoni, in generale Eclipse ora è molto più veloce e scattante.
Vediamo ora come configurare Netbeans per implementare la modifica dei parametri della JVM:
- cercate il file eclipse.ini. La sua locazione dipende dal vostro sistema operativo e da dove avete installato Eclipse. Su Windows, ad esempio, si trova nella stessa cartella di eclipse (hint: C:\eclipse o C:\Programmi\Eclipse); su Linux, date un’occhiata a /opt/eclipse (di solito è la directory più indicata per installarlo).
- una volta trovato il file eclipse.ini, apritelo con un editor di testo e aggiungete in fondo al file queste impostazioni di configurazione (copia/incolla, il segno – deve essere incluso):
-Xms512m
-Xmx512m
-XX:PermSize=256m
-XX:MaxPermSize=256m
-Xverify:none
-XX:+UseConcMarkSweepGC
-XX:+CMSClassUnloadingEnabled
-XX:+CMSPermGenSweepingEnabled
- salvate e chiudete il file. Fine!
Per i più curiosi, vediamo di spiegare cosa rappresentano le opzioni di configurazione che abbiamo specificato:
- le prime quattro opzioni permettono di specificare la dimensione massima di memoria che Eclipse può utilizzare
- la quinta opzione specifica alla JVM di non verificare il bytecode generato
- per le ultime tre opzioni, vi rimando al Netbeans performance tuning tips; in generale le tre opzioni servono per fare il tuning del Garbage Collector della JVM.
Ci possono essere altre opzioni “utili” che potrebbero incrementare la velocità di Eclipse. È d’obbligo specificare, però, che le performance ottenute potrebbero variare da computer a computer, in relazione a molteplici fattori, quali sistema operativo, versione della JVM, versione di Eclipse, etc. Come si dice in gergo, YMMV.
Comunque, quello che io ho ottenuto è un aumento considerevole della velocità e della reattività di Eclipse, e difficilmente tornerò alle impostazioni di default.
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Posted by Michele in java
In questi giorni ho letto un libro di Sandro Pedrazzini intitolato “Tecniche di progettazione agile con Java: design pattern, refactoring, test” (Ed. Tecniche nuove, 2006 – 29.90 €).
Sono sempre stato molto attratto dall’Agile development, dall’eXtreme Programming e dai suoi metodi e soprattutto anche dalla metologia TDD (Test Driven Development); oltre all’immancabile “Thinking in Java”, non ho mai potuto il piacere di leggere dei libri inerenti quest’argomento. Fino a quando non ho preso questo libro.
Infatti, i libri italiani (accademici e non) non affrontano facilmente un argomento così innovativo, interessante e delicato quale la programmazione agile. Questo libro è però una piacevole eccezione: i lettori vengono introdotti passo passo alla progettazione agile, alle tecniche di refactoring e ai design pattern utilizzando numerosi esempi (in Java – sarebbe interessante una versione di questo libro dedicata al Python). Al lettore non viene lasciato alcun dubbio: più di una volta, durante la lettura del libro, mi è venuto un dubbio riguardante il codice scritto. Con mia grande sorpresa, quasi sempre nella pagina successiva c’era un box (o una nota) di chiarimenti.
È davvero un buon libro e scritto nell’ottica di poter servire ai lettori: gli argomenti sono espressi in modo chiaro e semplice, e soprattutto dal punto di vista del lettore, cioè dal punto di vista di chi legge per imparare! (e non come alcuni libri dove chi scrive lo fa per dimostrare quanto è bravo). I capitoli sono compatti (come le classi scritte da un buon programmatore XP?) e si leggono molto facilmente. Gli esempi sono curati e molto chiari.
In definitiva si tratta di un libro che consiglio, da leggere e da tenere nella propria “biblioteca” per ogni futura evenienza.
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