Posts Tagged “ubuntu”

Nella vita di un sistemista esiste un task piuttosto ripetitivo: ovvero quello di aggiornare i pacchetti (= gli applicativi) installati sul proprio sistema (vuoi perché le versioni recenti dello stesso software dovrebbero essere migliori, più performanti e al riparo dagli ultimi bug di security, etc.).

Nel caso di un sistemista alle prese con un sistema Ubuntu (o Debian), il task [da eseguire ripetutamente] si riduce a:
apt-get update
apt-get dist-upgrade

(o comunque equivalente se usate aptitude).

Ora, per evitare di ripetere il task, i sistemi Ubuntu/Debian mettono a disposizione unattended-upgrades: una volta installato il pacchetto, il sistema provvederà ad aggiornare e installare automaticamente tutte le applicazioni installate nel sistema. Vediamo come installare e configurare passo-passo unattended-upgrades:

  1. apriamo un terminale e installiamo il pacchetto unattended-upgrades: apt-get install unattended-upgrades update-notifier-common
  2. editiamo il file /etc/apt/apt.conf.d/50unattended-upgrades in questo modo:

    Automatically upgrade packages from these (origin, archive) pairs
    Unattended-Upgrade::Allowed-Origins {
    "Ubuntu hardy-security";
    "Ubuntu hardy-updates";
    };

  3. editiamo il file /etc/apt/apt.conf.d/10periodic in questo modo:

    APT::Periodic::Update-Package-Lists "1";
    APT::Periodic::Download-Upgradeable-Packages "1";
    APT::Periodic::AutocleanInterval "1";
    APT::Periodic::Unattended-Upgrade "1";

A questo punto i pacchetti installati nel sistema verranno aggiornati automaticamente.

Nota: è sempre opportuno controllare i log degli aggiornamenti per evitare eventuali problemi. I log degli aggiornamenti si possono trovare, ovviamente, in /var/log/unattended-upgrades

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A volte può capitare che su certe macchine Ubuntu (o Debian) alcuni pacchetti importanti non debbano essere aggiornati dal gestore di pacchetti (apt-get o aptitude). Le ragioni possono essere le più svariate: incompatibilità, volontà di tenere la versione corrente (!), aggiornamento manuale, etc.

Per fare in modo che un pacchetto non venga mai aggiornato (ovvero che il sistema continui a mantenere la stessa versione del pacchetto installato, bisogna ricorrere alla tecnica del apt pinning, che ci consente di specificare al sistema che un pacchetto (o un gruppo di pacchetti) non deve essere aggiornato e deve essere tenuto “in hold”.

Per fare in modo che un pacchetto non venga aggiornato basta aprire un terminale e digitare:

echo nomepacchetto hold | dpkg --set-selections

dove nomepacchetto è il nome del pacchetto di cui volete che non vengano scaricati aggiornamenti successivi rispetto alla versione installata correntemente.

Per rimuovere il “blocco”, aprite un terminale e digitate:

echo nomepacchetto hold | dpkg --set-selections

dove nomepacchetto è il nome del pacchetto di cui volete che vengano scaricati aggiornamenti successivi rispetto alla versione installata correntemente.

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Da quando sono più su Ubuntu che su Windows (sulla mia macchina dual-boot) mi capita sempre più spesso di dover accedere alla partizione di Windows per accedere ai miei dati. Tuttavia, Ubuntu non monta automaticamente la partizione di Windows e quindi sono costretto a montarla ad ogni riavvio del sistema.

Per risolvere questa scomodità ho fatto in modo di montare automaticamente la partizione di Windows all’avvio del sistema. Ecco i passi per abilitare questa funzionalità:

  • Aprite un terminale, e scrivete il comando:
    sudo apt-get install ntfs-config
  • Dopo aver terminato l’installazione del pacchetto , andate nel menù di Ubuntu –> System tools –> NTFS Configuration Tool 
  • Selezionate la partizione Windows che volete auto-montare all’avvio e impostate un mount point opportuno (io ad esempio uso
    /media/windows) 
  • Cliccate su ‘Apply’ e abilitate entrambe le opzioni (“Enable write support for internal device” e (“Enable write support for external device”).
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Ed ecco che finalmente, la nuova versione di Ubuntu 9.04 (il cui nome in codice è Jaunty Jackalope) è stata rilasciata. Un po’ come durante l’upgrade da Ubuntu da Hardy (8.04) a Intrepid Ibex (8.10), voglio utilizzare la linea di comando per aggiornare il sistema all’ultima release. Nota importante: per passare a Jaunty dovete obbligatoriamente avere Intrepid; date un lsb_release –a per scoprire che versione di Ubuntu state utilizzando, ad esempio:

  • $ lsb_release -a
    No LSB modules are available.
    Distributor ID: Ubuntu
    Description:    Ubuntu 8.10
    Release:        8.10
    Codename:       intrepid
    OK, questa macchina può essere aggiornata
  • $ lsb_release -a
    No LSB modules are available.
    Distributor ID: Ubuntu
    Description:    Ubuntu 8.04.2
    Release:        8.04
    Codename:       hardy
    KO, questa macchina NON può essere aggiornata. Dovete prima fare l’upgrade da Ubuntu da Hardy (8.04) a Intrepid Ibex (8.10) e poi tornare a seguire questa guida.

Ora che abbiamo passato in rassegna i vari requisiti, passiamo alle istruzioni vere e proprie:

  1. Installare (se non è già installato) update manager con: sudo apt-get install update-manager-core
  2. lanciate il processo di aggiornamento con sudo do-release-upgrade

update-manager vi chiederà se volete effettivamente aggiornare e vi darà anche una stima del tempo previsto:

Calculating the changes

Do you want to start the upgrade?

12 packages are going to be removed. 160 new packages are going to be
installed. 998 packages are going to be upgraded.

You have to download a total of 749M. This download will take about
51 minutes with your connection.

Fetching and installing the upgrade can take several hours. Once the
download has finished, the process cannot be cancelled.

Continue [yN]  Details [d]

Date ‘y’ e l’upgrade comincerà.

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Ultimamente ho reinstallato Linux sulla mia macchina principale, dopo anni in cui lo tenevo relegato in una virtual machine in VMWare. La scelta della distribuzione è ovviamente caduta su Ubuntu Intrepid 8.10.

Subito dopo l’installazione, ho cominciato a fare un po’ di pulizia (rimuovendo quello che non mi serve e/o è inutile) e installare il software che mi serve. Trovate una rapida descrizione ed i comandi relativi (da inserire nel terminale):

  1. Togliere il supporto all’accessibilità, i giochi, il software VOIP Ekiga (uso Skype) e il client BitTorrent Trasmission (molto lento rispetto agli altri client BitTorrent):sudo apt-get autoremove --purge at-spi transmission* gnome-games-* ekiga
  2. Cambiare il refresh rate del proprio monitor al più alto valore possibile (System -> Preferences -> Screen resolution)
  3. Rimuovere il fastidiosissimo “beep” del terminale:echo "blacklist pcspkr" | sudo tee -a /etc/modprobe.d/blacklist
    (è sufficiente un reboot affinché il beep sparisca)
  4. Abilitare i repository per i software multiverse (Menu -> System -> Administration -> Software sources -> abilitare restricted, multiverse, e partner)
  5. Visualizzare i file nascosti: aprite il file browser in una directory qualsiasi e andate in Edit -> Preferences -> “Show hidden and backup files”
    (si poteva fare anche tramite gconf-editor ma perché non usare le scorciatoie quando ci sono?)
  6. Installare software utile tra cui:
    • Flash player per Firefox
    • Filezilla (client FTP)
    • Font Microsoft (utili per OpenOffice) + font terminus (li preferisco per l’utilizzo nel terminale)
    • Java Development Kit (JDK) (utile per sviluppare software Java)
    • I principali tools di sviluppo (build-essential)
    • VLC (per vedere i filmati senza installare codec)
    • Mozilla Thunderbird + Enigmail (client e-mail + supporto a PGP)
    • Alcuni plugin utili per Pidgin (client per IM multipiattaforma, GTalk, MSN, etc.)
    • Software di compressione e decompressione (rar, zip, 7z, etc.)
    • Editor di testo Emacs e vim
    • Plugin utili per nautilus, il file browser di Gnome (plugin per aprire un terminale nella directory corrente, e così via)
    • Parcellite, un clipboard manager per Gnome
    • Deluge Torrent, il client BitTorrent che preferisco
    • CVS, subversion e git come strumenti di versioning del software sviluppato
    • htop, una versione di top che presenta molte più informazioni utili rispetto alla versione standard di top
    • sysinfo, un programma che visualizza tutte le caratteristiche hardware del computer
    • TeXmaker e la relativa suite LaTeX per produrre documenti scientifici come tesi, report, etc. (ho già pubblicato un post relativo al LaTeX poco tempo fa)

    sudo apt-get install flashplugin-nonfree filezilla msttcorefonts sun-java6-bin sun-java6-javadb sun-java6-jdk sun-java6-jre sun-java6-plugin ubuntu-restricted-extras vlc vlc-data vlc-dbg vlc-nox vlc-plugin-arts vlc-plugin-esd vlc-plugin-ggi vlc-plugin-jack vlc-plugin-pulse vlc-plugin-sdl vlc-plugin-svgalib thunderbird console-terminus pidgin-plugin-pack pidgin-libnotify pidgin-extprefs pidgin-themes pidgin-encryption pidgin-sipe pidgin-librvp pidgin-guifications pidgin-hotkeys python-psyco sun-java6-fonts compizconfig-settings-manager unace rar unrar zip unzip p7zip-full p7zip-rar sharutils aish uudeview mpack lha arj cabextract file-roller ttf-larabie-straight ttf-larabie-deco mplayer-fonts xfonts-terminus-dos xfonts-terminus xfonts-terminus-oblique xfonts-mona tv-fonts ttf-tuffy ttf-sjfonts ttf-sil-padauk ttf-sil-ezra ttf-paktype ttf-georgewilliams community-themes nautilus-open-terminal terminator tilda openssh-server emacs22-gtk htop workrave vim vim-gnome vim-gui-common vim-gtk vim-python nautilus-actions nautilus-gksu nautilus-image-converter nautilus-open-terminal nautilus-script-audio-convert nautilus-script-collection-svn nautilus-script-manager nautilus-sendto nautilus-share nautilus-wallpaper parcellite deluge-torrent subversion thunderbird-gnome-support mozilla-thunderbird-enigmail subversion-tools sysinfo texmaker texlive-latex-base git-core cvs

  7. Non installiamo Eclipse e/o Netbeans tramite i repository Ubuntu perché la versione installata tramite package è troppo datata. Per installare Eclipse, ad esempio, andiamo sul sito ufficiale e scarichiamo il tar.gz, scompattiamo il tutto in /opt/eclipse ed il gioco è fatto. Per Netbeans, invece, è sufficiente scaricare l’installare e lanciarlo (chmod +x netbeans-installer.sh && sudo ./netbeans-installer.sh ).
  8. Abilitare gli effetti grafici (System -> Preferences -> Appereance -> Visual Effect -> Extra), abilitare gli hot corner e gli effetti grafici che ritenete più opportuni (ad esempio abilito Exposè, System -> Preferences -> Compiz Settings Manager -> Scale) e disabilitare la fastidiosissima resistenza delle finestre al trascinamento lontano dal bordo (System -> Preferences -> Compiz Settings Manager -> Snapping Windows -> Behaviour -> deselezionare “Edge resistance”)
  9. Abilitare il ssh keep-alive (altrimenti dopo un certo timeout la connessione ssh verso altri host verrà abbattuta): sudo echo "TCPKeepAlive yes" >> /etc/ssh/ssh_config ; sudo echo "ClientAliveInterval 60" >> /etc/ssh/ssh_config
  10. Installare il software rimanente (andate sui siti ufficiali per effettuare il download dei package autoinstallanti): Google Desktop, Google Picasa, Skype, VMWare Player, …

Di seguito trovate un mio screenshot: non ho trasformato Ubuntu in Windows 7, infatti grazie a VMWare (e alla copia gratuita e in versione beta di Windows 7, ho potuto provare con mano il nuovo sistema operativo Microsoft.

ubuntu_win7

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Ultimamente mi è capitato di dover aggiornare alcuni server da Ubuntu 8.04 (NB: questa versione è una LTS, ovvero Long Time Support che significa pacchetti aggiornati per 3 anni per la versione desktop e fino a 5 per i server) a Ubuntu 8.10 (questa versione non è LTS!).

Personalmente preferisco prima aggiornare una macchina di test, e, se tutto va bene, migrare tutte anche le altre macchine alla nuova versione. Ma come si può aggiornare Ubuntu usando soltanto l’accesso a linea di comando (tipicamente ssh)?

È tutto molto semplice:

  1. Installare (se non è già installato) update manager con: sudo apt-get install update-manager-core
  2. Modificate il file /etc/update-manager/release-upgrades cambiando la riga:
  3. Prompt=lts

    con

    Prompt=normal

    (usate vim o il vostro editor preferito)

  4. Salvate il file e lanciate il processo di aggiornamento con sudo do-release-upgrade

Se tutto va bene, update-manager vi chiederà se volete effettivamente aggiornare e vi darà anche una stima del tempo previsto:

Calculating the changes

Do you want to start the upgrade?

24 packages are going to be removed. 208 new packages are going to be
installed. 1018 packages are going to be upgraded.

You have to download a total of 768M. This download will take about 1
hour 10 minutes with your connection.

Fetching and installing the upgrade can take several hours. Once the
download has finished, the process cannot be cancelled.

Continue [yN]  Details [d]y

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Recentemente ho voluto provare il file-system XFS di SGI su una macchina Linux. Perché proprio XFS?

Un articolo che può spiegare meglio i principali punti di forza di XFS si intitola “Anatomy of Linux journaling file systems“.

Citando una parte dell’articolo:

XFS supports full 64-bit addressing and provides very high performance using B+
trees both for directories and for file allocation. XFS also uses extent-based
allocation with variable block size support (from 512 bytes to 64KB). Along with
extents, XFS uses delayed allocation, in which allocation of disk blocks is delayed
until the blocks are to be written to disk. This functionality improves the chances that
sequential disk blocks are allocated, because the total number needed will be
known.

Quando poi si illustrano i file-system ancora in sviluppo, in particolare Reiser4 e ext4, sono evidenziate alcune funzionalità che XFS già implementa:

Reiser4 was designed for better journaling through the use of wandering logs and
delayed allocation of blocks until the journal is committed (as was done in XFS).

Like XFS and Reiser4, ext4fs includes delayed
allocation to allocate blocks on the disk only when needed (which reduces
fragmentation).

Bene: per avere una partizione con XFS in Ubuntu dovrete:

  • avere un kernel con il supporto a XFS (il kernel di default ha già il supporto)
  • installare i tool per gestire il filesystem mediante il comando: $ sudo apt-get install xfsprogs

A questo punto il gioco è fatto: vi basterà partizionare usando il vostro tool preferito (fdisk, gparted, …)

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Volete usare Ubuntu ma non volete cancellare Windows e/o partizionare il vostro hard disk?

Wubi è quello che fa per voi! Wubi è un installer di Ubuntu per gli utenti Windows. Wubi, infatti, permette di installare e disinstallare Ubuntu come ogni altra applicazione.

Ecco le caratteristiche fondamentali:

Wubi is Safe

It does not require you to modify the partitions of your PC, or to use a different bootloader.

Wubi is Simple

Just run the installer, no need to burn a CD.

Wubi is Discrete

Wubi keeps most of the files in one folder, and If you do not like, you can simply uninstall it.

Wubi is Free

Wubi (like Ubuntu) is free as in beer and as in freedom. You will get this part later on, the important thing now is that it cost absolutely nothing, it is our gift to you…

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